Si apre un nuovo fronte di scontro sulla tutela delle specie protette dopo che il comitato ORNIS, l’organo consultivo del Ministero dell’Ambiente, ha approvato la proposta del governo per modificare e ridurre le sanzioni previste per alcune violazioni della normativa sulla protezione degli uccelli.
Il voto ha spaccato le posizioni delle principali organizzazioni presenti al tavolo: l’Ong ambientalista BirdLife Malta si è opposta, l’Autorità per le Risorse Ambientali (ERA) si è astenuta, chiedendo che la questione venga discussa ulteriormente, mentre la FKNK, ovvero la lobby dei cacciatori, ha votato a favore. L’approvazione dell’ORNIS non modifica però ancora la legge. Il governo dovrà ora decidere come procedere con le proposte esaminate dal comitato.
La revisione riguarda le sanzioni per i reati commessi ai danni di alcune categorie di uccelli particolarmente protetti, comprese le specie inserite nelle tabelle 1 e 9 della normativa, tra cui figurano aironi, cicogne, fenicotteri e rapaci. L’attuale sistema prevede per questi casi pene più severe rispetto alle altre violazioni della legislazione sulla caccia e sulla protezione dell’avifauna.

Uno dei punti sollevati dalla FKNK riguarderebbe proprio la revoca della licenza di caccia. La federazione, secondo quanto riferito da BirdLife, ha votato a favore della proposta chiedendo però che, nei procedimenti relativi alle specie delle tabelle sopra elencate, la perdita della licenza non sia automatica in caso di condanna, ma lasciata alla valutazione del magistrato, che dovrebbe decidere sulla base delle circostanze del singolo caso.
BirdLife Malta ha invece contestato la revisione e ha chiesto che le sanzioni attualmente in vigore non vengano modificate, poiché ciò comporterebbe un alleggerimento delle conseguenze per chi prende di mira illegalmente specie protette. Ha inoltre sottolineato, con «profonda delusione», che la FKNK non ha chiesto di mantenere intatto il sistema attuale, di fatto manifestando «un atteggiamento ben lontano da una politica di tolleranza zero».
La discussione della proposta tra i membri dell’ORNIS è stata accompagnata anche da una contestazione sul metodo seguito. BirdLife ha infatti sottolineato che le modifiche erano state illustrate ai componenti attraverso cinque slide e ha chiesto che, prima del voto, fosse messo a disposizione il testo preciso delle modifiche legislative. L’associazione ha inoltre sollecitato chiarimenti sulla posizione della Wild Birds Regulation Unit (WBRU), che non aveva partecipato alla precedente discussione sulla proposta.
Dopo un confronto prolungato, il presidente del comitato ha comunque messo la proposta ai voti, consentendo ai componenti di accompagnare la propria posizione con eventuali condizioni. Come detto, BirdLife ha votato contro, l’ERA si è astenuta e la FKNK ha espresso voto favorevole con la riserva sulla revoca della licenza.
BirdLife chiede ora al governo di non procedere con un indebolimento delle sanzioni e richiama anche gli obblighi di avviare una consultazione pubblica prima di modificare la normativa ambientale, come previsto dalla Convenzione di Aarhus, oltre agli impegni internazionali assunti per contrastare il bracconaggio e la cattura illegali degli uccelli, tra cui quelli legati al Piano strategico di Roma della Convenzione di Berna e al recepimento della direttiva europea sui reati ambientali.
Secondo gli ambientalisti, questi aspetti non sarebbero stati adeguatamente considerati nel confronto all’interno dell’ORNIS. Il passaggio decisivo sarà quindi quello successivo al voto del comitato: spetterà al governo stabilire se e in quale forma portare avanti le modifiche alle sanzioni.
(in copertina una ghiandaia marina abbattuta a Marsascala il 15 settembre 2026, credits: BirdLife Malta)
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