Era sopravvissuta a una fucilata, aveva recuperato la capacità di volare grazie alle cure dei veterinari tanto che era riuscita ad attraversare il Mediterraneo per trascorrere l’estate in Italia. Ma per Ghasri, una femmina di gheppio comune, il ritorno a Malta si è trasformato in tragedia: il rapace è stato ucciso appena quattro giorni dopo il rientro sull’arcipelago e i suoi resti sono stati gettati in mare. A ricostruire gli ultimi spostamenti dell’animale è stato il trasmettitore GPS applicato da BirdLife Malta nell’ambito di un progetto di monitoraggio.
L’esemplare era stato recuperato il 31 ottobre 2025 nella zona di Ghasri (da lì prende il nome), a Gozo, dopo essere stato ferito da un colpo d’arma da fuoco. Una volta curato e riabilitato, era stato liberato il 10 febbraio 2026 a Foresta 2000, nell’area di Mellieha, con un localizzatore satellitare. Ghasri era uno dei quattro rapaci coinvolti nel progetto Wings of Hope, sostenuto dalla Malta Environment Foundation.
Dopo aver trascorso circa due mesi nella zona di Fiddien, il gheppio aveva iniziato la migrazione primaverile verso la Sicilia, proseguendo poi nell’Italia meridionale fino alla Puglia. Nei pressi di Corato, dove si era stabilito in un’area rurale tra gli uliveti, i dati raccolti avevano fatto ipotizzare anche una possibile nidificazione in un edificio tra le campagne.

Con la fine dell’estate era ripartito verso sud, facendo ritorno a Malta la mattina di venerdì 16 ottobre. Per quattro giorni il trasmettitore aveva segnalato la sua presenza nella zona di Fiddien. La sera di martedì 20 ottobre, però, il segnale ha registrato un cambiamento decisivo: intorno alle 19, la posizione risultava in corrispondenza di un sito di cattura di uccelli, vicino a un capanno di caccia, e la temperatura corporea indicava che l’animale era morto. Due ore più tardi, il localizzatore ha indicato un punto al largo di Migra l-Ferha: la temperatura rilevata dal sensore era scesa a 26 gradi e l’altitudine risultava pari al livello del mare.

Secondo BirdLife Malta, questi elementi provano che il rapace sia stato ucciso e successivamente gettato in acqua. L’organizzazione ha informato l’Unità per la protezione ambientale della polizia (EPU), che ha effettuato sopralluoghi nella zona, ma il recupero dei resti è stato ostacolato dalle condizioni del mare.
«Perderla appena quattro giorni dopo il suo ritorno, dopo aver seguito il suo viaggio di andata e ritorno dall’Italia, è devastante», ha dichiarato Nicholas Barbara, responsabile della conservazione di BirdLife Malta. L’organizzazione ricorda che il gheppio comune è tra le specie di rapaci più frequentemente prese di mira dai bracconieri a Malta, soprattutto durante la migrazione autunnale. Gli esemplari vengono talvolta uccisi illegalmente per essere imbalsamati oppure perché considerati una minaccia per i fringuelli impiegati come richiami vivi nelle attività di cattura. Un altro gheppio riabilitato e liberato il 10 febbraio era stato ucciso in primavera, durante la stagione venatoria, nella zona di Mizieb.
BirdLife Malta ha chiesto a chiunque disponga di informazioni utili a identificare il responsabile della morte di Ghasri di contattare l’organizzazione, anche in forma anonima, al numero 79255697, oppure di rivolgersi direttamente all’EPU.
La vicenda si inserisce nel duro confronto in corso sulle norme che tutelano gli uccelli selvatici. BirdLife ha nuovamente invitato il governo a non ridurre le sanzioni previste per i reati contro la fauna, sostenendo che un indebolimento delle pene rischierebbe di diminuire l’effetto deterrente proprio nei confronti di chi continua a uccidere illegalmente specie protette.
(photo credits: BirdLife Malta)
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