Quattro mesi di reclusione con pena sospesa per due anni e una multa di 2.000 euro: è la condanna inflitta al 44enne James Grima, riconosciuto colpevole di aver minacciato, insultato e sputato addosso a un’agente della Local Enforcement System Agency (LESA) intervenuta per contestargli un’infrazione stradale a San Gwann.
L’episodio risale al 26 aprile 2025, quando l’uomo aveva lasciato il furgone in sosta nei pressi di una curva in Triq in-Naxxar, in una posizione che, secondo la testimonianza della funzionaria, ostacolava la visibilità e creava intralcio alla circolazione.
L’agente ha raccontato in aula di aver inizialmente invitato il conducente a spostare il veicolo, senza intenzione di multarlo, salvo cambiare approccio quando Grima ha iniziato a insultarla con fare aggressivo, rivolgendole anche l’epiteto maltese «purcinella». Sempre secondo il suo racconto, l’uomo avrebbe continuato a inveire contro di lei anche dopo la contestazione dell’infrazione, arrivando a sputarle addosso.
La vicenda, denunciata il giorno stesso in commissariato, non si è però conclusa lì. Il 3 giugno successivo, mentre si trovava a Msida, l’agente è stata avvicinata nuovamente da Grima, il quale le ha chiesto di perdonarlo in tribunale, salvo poi accusarla di aver incaricato delle persone per aggredirlo. Un’accusa fermamente negata dalla donna, che è tornata a rivolgersi alla polizia segnalando l’accaduto a titolo cautelativo, a tutela della propria sicurezza.
In aula, Grima ha respinto le accuse di aggressione verbale, ma ha ammesso di aver parcheggiato il furgone in prossimità della curva, sulle doppie strisce gialle, spiegando che stava effettuando una consegna e che lo stallo per il carico e scarico era occupato. Ha sostenuto, tuttavia, di non aver intralciato il traffico e ha affermato di essersi limitato a suonare il clacson.
Il magistrato ha giudicato poco credibile la sua versione dei fatti, osservando la difficoltà dell’imputato nel controllare la rabbia persino davanti alla Corte, rilevando contraddizioni nel racconto e ritenendo attendibile la testimonianza dell’agente nell’esercizio delle sue funzioni.
Nel corso dell’udienza, inoltre, il 44enne ha mantenuto un atteggiamento ostile anche durante la propria deposizione, tanto da essere sanzionato ulteriormente per oltraggio alla Corte.
Nel quantificare la pena, il tribunale ha tenuto conto della gravità degli illeciti, dei precedenti dell’uomo e del totale rifiuto di scuse. La condanna finale è stata fissata in quattro mesi di carcere sospesi per due anni, oltre alla sanzione pecuniaria di 2.000 euro.
(immagine di archivio, credits: LESA)
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