Dal 1° novembre chi subirà danni alla propria abitazione generati dalle attività edilizie nei vicini cantieri potrà contare su un nuovo meccanismo di assistenza finanziaria gestito dalla Building and Construction Authority (BCA).
La misura è stata annunciata dal ministro per le Infrastrutture, Pianificazione e Lavoro Jonathan Attard e mira a fare da cuscinetto nei casi in cui il proprietario dell’immobile non riesca a raggiungere un accordo con il costruttore o l’impresa responsabile dei lavori.
Il nuovo sistema prevede che, dopo una prima valutazione tecnica, la BCA possa farsi carico dei costi necessari per riparare i danni, per un importo fino a 15mila euro, e successivamente recuperare la somma, comprensiva degli interessi, dalla parte ritenuta responsabile.
L’obiettivo è evitare che sia la parte lesa a dover sostenere direttamente ingenti spese o affrontare lunghe procedure per ottenere un risarcimento. Il meccanismo non sarà però applicabile indistintamente a tutti i contenziosi già esistenti: il ministro ha precisato che il nuovo quadro riguarderà le autorizzazioni rilasciate dalla BCA a partire dal 1° novembre.
Più nel dettaglio, per coloro che ne usufruiranno, il primo passaggio prevede il tentativo di raggiungere un accordo con il costruttore o l’appaltatore e, qualora non risultasse risolutivo, il proprietario potrà presentare una richiesta alla BCA. Sarà quindi un tecnico dell’autorità a verificare che i danni siano effettivamente riconducibili ai lavori di costruzione; la pratica passerà poi a un apposito comitato, chiamato a decidere sull’erogazione dell’assistenza, entro il limite ordinario di 15mila euro.
In caso di approvazione, verrà sottoscritto un accordo con la BCA e il proprietario riceverà il 50% dell’importo prima dell’avvio dei lavori di riparazione. Sarà quindi l’autorità a rivalersi sul soggetto ritenuto responsabile per recuperare quanto anticipato. Il sistema sostituirà l’attuale modello basato sulle garanzie bancarie, trasformandolo in uno strumento che consenta alla BCA di intervenire direttamente a tutela delle persone i cui immobili hanno subito danni.
Secondo il governo, tutto ciò non graverà sul bilancio pubblico né sulle tasche dei contribuenti, poiché la riserva destinata alle richieste sarà alimentata attraverso contributi legati alle domande presentate alla BCA dagli operatori del settore. Dal 1° novembre, infatti, i costruttori dovranno versare un contributo per la gestione delle proprie richieste, destinato a sostenere il nuovo meccanismo.
Attard ha presentato la misura come parte di una più ampia riforma del settore delle costruzioni, che comprende il rafforzamento della BCA, il sistema di licenze per gli operatori, il nuovo codice nazionale dell’edilizia e delle costruzioni e lo sviluppo della Skills Card.
Secondo il ministro, l’obiettivo non è contrastare il settore edilizio, ma rendere più stringenti le responsabilità di chi costruisce e offrire una tutela più efficace a chi subisce danni senza averne colpa. La misura, ha sostenuto Attard, risponde anche alle raccomandazioni emerse negli ultimi anni, comprese quelle dell’inchiesta pubblica sulla morte di Jean Paul Sofia, pur andando oltre la semplice attuazione delle raccomandazioni.
La BCA ha illustrato il nuovo sistema come un percorso articolato in quattro fasi: l’intervento iniziale dell’autorità e la valutazione dei danni, l’esame della richiesta da parte del comitato, la firma dell’accordo con l’eventuale anticipo del 50% e, infine, il recupero delle somme nei confronti del costruttore ritenuto responsabile.
Il nuovo meccanismo dovrebbe dunque spostare sull’autorità una parte del peso che oggi ricade sui proprietari, soprattutto quando la controversia sulla responsabilità dei danni si trasforma in un lungo contenzioso. Resta però essenziale l’accertamento tecnico che dovrà stabilire il legame tra il danno lamentato e i lavori di costruzione.
(immagine di archivio)
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