Robert Aquilina, notaio ed ex presidente della Ong Repubblika, ha indicato in Joseph Abela, un ex sergente di polizia, l’autore di un’immagine denigratoria generata con l’intelligenza artificiale e diffusa sui social per bersagliarlo. Ha inoltre chiesto alla polizia di indagare su un possibile tentativo di impedire che la vicenda abbia conseguenze giudiziarie.
Aquilina ha ricostruito il caso in una dichiarazione diffusa mercoledì, ricordando di aver presentato una denuncia nel maggio scorso, dopo la circolazione dell’immagine che lo raffigurava come Gollum, il personaggio deforme della saga “Il Signore degli Anelli”.
L’ex presidente di Repubblika afferma di aver ricevuto in via riservata nelle ultime settimane informazioni sull’identità del presunto autore, immediatamente trasmesse agli investigatori. Ha quindi chiesto che l’interessato fosse interrogato e, qualora ne ricorressero i presupposti, chiamato a rispondere delle proprie azioni in tribunale.
Nella sua dichiarazione, Aquilina sostiene inoltre che la polizia abbia svolto verifiche sulle informazioni ricevute e gli abbia successivamente comunicato che gli accertamenti ne avevano confermato la fondatezza. La persona identificata è Joseph Abela, padre di un ispettore di polizia in servizio e fratello dell’ex giudice Toni Abela, nominato nei mesi scorsi commissario per gli standard nella magistratura.
La vicenda, secondo l’attivista, non si limiterebbe alla diffusione di un singolo contenuto offensivo, ma rientrerebbe in una più ampia campagna di denigrazione contro chi critica il governo e denuncia presunti abusi nelle istituzioni. «Gli attacchi osceni del Partito Laburista e di una parte dei suoi sostenitori non conoscono limiti» afferma.
«Si tratta di atti criminali, di campagne pericolose condannate dalla Commissione d’inchiesta pubblica sull’assassinio di Daphne Caruana Galizia. Queste azioni mirano a denigrare chi critica il governo e a trasmettere il messaggio che io e altri come me, che esprimiamo la nostra opinione sugli abusi nelle istituzioni, non siamo persone umane e quindi non meritiamo di essere considerati tali».
Aquilina ha infatti richiamato il trattamento riservato in passato alla giornalista fatta saltare in aria con un’autobomba, ricordando come anche lei fosse stata oggetto di immagini e rappresentazioni volte a screditarla e disumanizzarla.
Nella dichiarazione, l’attivista riferisce anche di aver ricevuto informazioni secondo cui una persona avrebbe cercato di interferire nella gestione del caso per impedirne l’approdo in tribunale. Si tratta di un’ulteriore circostanza che Aquilina afferma di aver sottoposto alla polizia, chiedendo che venga esaminata attraverso un’indagine separata.
Ha infine ribadito che gli attacchi personali non lo distoglieranno dal proprio impegno sui temi della giustizia e della responsabilità delle istituzioni, rivendicando il diritto di esprimere critiche senza essere sottoposto a campagne volte a ledere la dignità personale.
«Verrà il giorno in cui coloro che si stanno infangando con questo atto fascista e persecutorio dovranno affrontare la giustizia».
Anche Repubblika è intervenuta sulla vicenda, esprimendo solidarietà ad Aquilina e agli altri attivisti bersaglio di attacchi personali e campagne denigratorie online. L’organizzazione ha sostenuto che simili condotte mirano a intimidire e screditare chi chiede trasparenza e responsabilità alle istituzioni, ricordando che la libertà di espressione non legittima minacce, molestie o incitamento all’odio.
(immagine di archivio, credits: Repubblika)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato



















