Scaffali pressoché vuoti, congelatori e banchi frigo con pochi prodotti rimasti. È la scena che si è presentata oggi nei supermercati Eurospin di Malta, documentata dalle foto pubblicate dalle testate giornalistiche locali e da numerosi utenti social. A pesare, suggeriscono le fonti, sarebbero le mancate consegne causate dalle proteste montate in Italia contro il rincaro del gasolio. L’azienda non ha però confermato.
Times of Malta, che ha visitato il punto vendita di Mosta nel pomeriggio, riferisce che molti reparti sono apparsi in gran parte vuoti, con frutta, verdura, carne e latticini in quantità limitate. Mancava buona parte della consueta varietà di ortofrutta fresca e la maggior parte di quanto rimasto era verdura preconfezionata, così come per la sezione latticini, popolata sostanzialmente solo da prodotti locali.
Newsbook parla di forte carenza di prodotti in tutti i reparti, con scaffali, frigoriferi e congelatori vuoti in «diversi supermercati». MaltaToday descrive lunghi scaffali quasi sgombri e un banco frigo con pochi articoli, e segnala che altre sezioni sono meglio fornite.
La direzione di Eurospin Malta, contattata per chiarimenti sulla vicenda, non ha finora replicato. Un portavoce ha detto a MaltaToday che la società non rilascerà dichiarazioni; perciò, la tesi sulla carenza di prodotti freschi causata dalle mancate consegne per gli scioperi nel Sud Italia contro il caro carburante resta da confermare ufficialmente dall’azienda.
Il Times of Malta ha visitato anche altri supermercati senza trovare carenze simili. Lidl Malta ha assicurato che le forniture non sono state colpite: «Finora le nostre operazioni non sono state intaccate dalla situazione in Italia. La nostra catena di approvvigionamento resta pienamente operativa e gli scaffali sono ben riforniti». Wellbee’s ha dichiarato di aver contattato il proprio trasportatore italiano, che non ha segnalato disservizi nelle consegne, ma ha avvertito di non poter garantire che le forniture non verranno colpite nei prossimi giorni o settimane.
Lidl ed Eurospin importano frequentemente dalla Sicilia prodotti freschi come verdura, carne e latticini; è noto infatti che, quando il maltempo blocca i collegamenti marittimi dei traghetti, gli scaffali di verdura, surgelati, pasta e latticini si svuotano in pochi giorni.
Le mobilitazioni nel Sud Italia sono nate dal caro gasolio, tornato a salire dopo la fine, il 6 ottobre, dello sconto fisso sulle accise: da allora il prezzo medio è intorno ai 2,30 euro al litro. Camionisti, agricoltori e pescatori protestano contro i prezzi e contro quella che definiscono l’incapacità del governo italiano di affrontare il rincaro dei costi di trasporto. I camionisti hanno bloccato strade e porti in diverse aree del Sud Italia, dalla Campania alla Sicilia e, ad andarci di mezzo, sono stati soprattutto i prodotti freschi: nelle regioni interessate mancano yogurt, latticini, carne, frutta e verdura. Confcommercio Sicilia stima in 40-50 milioni di euro il costo, per commercianti e filiera del fresco, dei cinque giorni di fermo nella sola Sicilia.
Durante i giorni di protesta, il Comitato siciliano degli autotrasportatori aveva precisato di non voler attuare blocchi stradali, limitandosi a sospendere la movimentazione dei rimorchi dalle navi cargo fino all’ottenimento di un impegno formale da parte del Ministero dei Trasporti. La svolta è arrivata nel pomeriggio di oggi: il ministro e vicepremier Matteo Salvini ha annunciato lo sblocco immediato di 480 milioni di euro già a bilancio, promettendo inoltre risorse aggiuntive per l’incentivo marittimo Marebonus. A seguito di questo accordo, il Comitato ha ufficialmente revocato il fermo dei servizi, aprendo la strada al progressivo riallineamento della catena logistica e al successivo riassortimento degli scaffali.
Commentando le immagini degli scaffali vuoti a Malta, l’europarlamentare Peter Agius ha chiesto con sarcasmo se i ministri «troveranno oggi qualcosa da mangiare». In un post sui social ha scritto che la carenza mostra «quanto siamo diventati vulnerabili in tema di sicurezza alimentare» e «quanto sia importante avere un settore agricolo e zootecnico produttivo, sostenuto dalle autorità».
(photo credits: Facebook / Peter Agius)
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