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Truffa della finta banca, le piste che inguaiano Caruana: dalle segnalazioni sospette alla vita da nababbo sui social

In aula i dettagli del raggiro milionario che avrebbe preso di mira almeno 200 correntisti

di Redazione
20 Febbraio 2026
in Giudiziaria
Tempo di lettura:3 mins read
0

È entrato nel vivo il procedimento giudiziario a carico di Tammy Caruana, disoccupata residente a St. Paul’s Bay, accusata di essere coinvolta in un sofisticato sistema di truffe online basato sull’impersonificazione di istituti bancari locali che avrebbe irretito almeno 200 persone, per lo più anziani e soggetti fragili, provocando perdite complessive per un milione di euro.

La 25enne, che si è dichiarata non colpevole di una serie di accuse, tra cui quella di frode, riciclaggio di denaro e associazione a delinquere, rimane in custodia cautelare, mentre ha preso il via la fase di acquisizione delle prove in tribunale.

Secondo quanto emerso in aula, le prime segnalazioni risalgono a fine settembre 2024, quando numerosi clienti della Bank of Valletta (BOV) hanno denunciato di essere stati contattati telefonicamente da una donna che si presentava come operatrice del customer care, la quale comunicava la presenza di una presunta operazione sospetta in corso sui loro conti. La chiamata sembrava provenire dal numero ufficiale dell’istituto e la voce — in lingua maltese — utilizzava nomi fittizi come Rachel o Sarah.

Dopo aver negato di aver autorizzato movimenti, per darne conferma i correntisti venivano invitati a cliccare su un link ricevuto via SMS che rimandava a una pagina quasi identica a quella del portale ufficiale della banca, dove venivano inserite credenziali e codici di autenticazione. Terminata la procedura, la comunicazione si interrompeva. Solo in seguito, le ignare vittime ricevevano notifiche reali dei bonifici eseguiti sui loro conti, spesso inferiori a 5.000 euro e talvolta ripetuti più volte prima che venisse compresa la truffa.

Nel maggio del 2025 segnalazioni analoghe sono giunte anche da clienti di APS Bank, mentre ulteriori casi sono stati registrati presso HSBC e BNF Bank, delineando uno stratagemma che ha interessato più istituti di credito locali.

Le verifiche investigative hanno ricostruito un quadro ritenuto complesso e articolato. Gli accertamenti sugli indirizzi IP utilizzati per le operazioni fraudolente hanno evidenziato collegamenti sia locali sia esteri, con accessi riconducibili a diversi Paesi europei ad indicare la presenza di una presunta rete criminale internazionale.

La svolta nelle indagini è arrivata la scorsa estate, tramite due soffiate alla polizia: la prima, proveniente da un detenuto in carcere al Corradino, indicava come autrice della truffa una donna disoccupata alla guida di una BMW e residente a Luqa, in un immobile poi ricondotto alla madre dell’imputata. Successivamente, gli inquirenti hanno ricevuto una segnalazione anonima inviata tramite servizio di posta crittografata, contenente dati identificativi della sospettata e dettagli tecnici sul sistema di spoofing impiegato per far apparire messaggi e chiamate come provenienti dalle banche sopra citate.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato precedenti esperienze lavorative della giovane in qualità di operatrice telefonica presso Centrecom e successivamente presso eCabs, circostanza ritenuta compatibile con la capacità di gestire lunghe conversazioni persuasive con i clienti. Tuttavia, l’ultimo suo impiego ufficiale era stato registrato nel febbraio 2024, dopodichè il vuoto.

L’analisi dei profili social della Caruana ha contribuito a rafforzare il quadro investigativo. Le immagini pubblicate sulle varie piattaforme spiattellavano un tenore di vita lussuoso, ritenuto non coerente con la dichiarata disoccupazione e senza alcun sussidio o supporto finanziario esterno: auto di grossa cilindrata in leasing, soggiorni in hotel, abbigliamento griffato, frequenti appuntamenti dal chirurgo estetico, ampio utilizzo del servizio di consegne di cibo a domicilio e foto che la ritraevano con consistenti somme di denaro contante.

Sul piano finanziario, gli inquirenti hanno rilevato un uso marginale dei conti correnti locali presso BOV e APS e un ricorso prevalente a servizi digitali e criptovalute tramite Revolut, con depositi riconducibili a soggetti non maltesi.

Dopo diversi cambi di domicilio, la 25enne è stata arrestata a Valletta all’inizio di febbraio insieme al nonno 82enne, poi rilasciato. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di 8.000 euro in contanti — 5.000 custoditi in una scatola con il suo nome e altri 3.000 nascosti in un divano — oltre a vari computer e telefoni cellulari successivamente analizzati dai tecnici informatici.

Durante le udienze sono state depositate numerose documentazioni bancarie e movimentazioni sospette relative alle presunte centinaia di vittime, forniti dai vari rappresentanti degli istituti coinvolti, mentre il referente di JobsPlus ha confermato i trascorsi professionali della giovane. La libertà su cauzione richiesta dai difensori della Caruana è stata rigettata dal giudice.

(photo credits: Facebook)

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Tags: frode informaticaIn evidenzaTammy Caruanatruffe online
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