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L’Unione Europea rischia di mettere fine al sogno del gasdotto Malta-Sicilia

L'UE non ha concesso al governo maltese il 50% dei fondi destinati alla costruzione del gasdotto Melita TransGas. Ad ostacolare la realizzazione del progetto anche i nuovi obiettivi di sostenibilità del Green Deal europeo.

di Redazione
30 Aprile 2020
in Unione Europea
Tempo di lettura:2 mins read
0

Vale 400 milioni di euro il progetto di pianificazione e costruzione del gasdotto di 159 chilometri che collegherebbe la città siciliana di Gela a Delimara, nel distretto di Marsaxlokk.

Italia e Malta hanno messo nero su bianco i primi accordi sul gasdotto Melita TransGas nel 2017, prevedendo di terminare i lavori entro la fine del 2024. Secondo il progetto, da Gela dovrebbe arrivare al terminal di Delimara non solo il gas che l’Eni trasporta dalla stazione di pompaggio di Mellitah, sulla costa libica settentrionale, alla città siciliana, ma anche quello che arriva in Sicilia dall’Algeria.

Se è vero che dal 2018 sono stati già concessi al governo maltese 4,5 milioni euro del fondo Connecting Europe Facility (CEF) o “Meccanismo per collegare l’Europa” per la stesura del progetto, ad oggi è a rischio il finanziamento di 200 milioni di euro che darebbe il via ai lavori di costruzione a partire dal 2021.

A dicembre dello scorso anno, l’ex Ministro dell’energia e della gestione delle acque Konrad Mizzi ha presentato alla Commissione un piano di azione preventiva, mettendo in luce i picchi di domanda di elettricità nelle ore diurne e serali che l’attuale approvvigionamento di gas dell’isola non riuscirebbe a soddisfare nei prossimi anni. Il progetto maltese ha perso punti su due dei sette criteri obbligatori ai fini dell’accesso ai fondi del CEF. I funzionari europei hanno giudicato come “matura” la domanda presentata dal Ministero maltese, ma non hanno riconosciuto come “urgente” la necessità dell’isola di un gasdotto che, passando per la Sicilia, la colleghi all’approvvigionamento di gas naturale dall’Europa.

Leggi anche – Il gas a Malta costa il doppio che nel resto d’Europa, per questo è morta Daphne Caruana Galizia

Nello specifico, non è chiaro il motivo per cui la sostituzione delle metaniere con il gasdotto Melita TransGas darebbe all’isola la tanto ardita sicurezza di approvvigionamento. Secondo la Commissione, considerato il fatto che Malta non debba rispondere alle esigenze di un mercato competitivo, l’elettrodotto sottomarino che già collega l’isola alla Sicilia insieme alle metaniere che ormeggiano a Delimara dovrebbero bastare per il fabbisogno energetico interno.

Michael Farrugia, il nuovo Ministro dell’Energia di Malta, dovrà fare domanda per il quarto e ultimo round di finanziamenti CEF entro la fine di aprile, nella speranza di aggiudicarsi i milioni necessari per costruire il gasdotto. Fermo restando che il prossimo bando del CEF, previsto per il 2021, sarà più rigoroso sull’ammissibilità dei progetti sul trasporto di gas nell’ambito della concessione di fondi dell’UE e della Banca europea per gli investimenti.

Il tutto rientra nel più grande quadro del recente cambiamento radicale dell’interesse di Bruxelles: il nuovo Green Deal europeo, pubblicato a fine dicembre, punta a fare dell’Europa «il primo continente (al mondo) a impatto climatico zero entro il 2050», così come dichiarato dall’attuale presidentessa della Commissione europea Ursula von der Leyen. Le misure previste dagli europarlamentari “verdi” si fondano sulla deprioritizzazione dei progetti sui combustibili fossili, gas incluso, a favore di tecnologie innovative quali reti di distribuzione elettrica smart grid nonché impianti eolici e a idrogeno offshore.

Tags: delimaraenigasgasdottoGelaKonrad MizziMichael Farrugia
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